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Fonte: Repubblica di Palermo      Letta: 192 volte      Commenti: 0
Repubblica: "Sequestrato per mafia il bar dello stadio Barbera"
[ giovedì 3 agosto, 2017 ore: 15:23 ]

Repubblica: "Sequestrato per mafia il bar dello stadio Barbera"
L’edizione online de La Repubblica, scrive in merito al sequestro di alcuni beni del commerciante Giovanni Li Causi, per attività illecite riconducibili alla mafia, tra qui anche il Bar situato all’interno del “Renzo Barbera”. Ecco tutti i dettagli riportati da “Repubblica.it” :

“Ci sono anche gli arredi e le attrezzature del bar all’interno dello stadio “Renzo Barbera” fra i beni (per un valore di un milione di euro) sequestrati a Giovanni Li Causi dai carabinieri del nucleo investigativo di Palermo su richiesta dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo. Li Causi, 48 anni, era stato arrestato ad aprile del 2010 nel corso dell’operazione Hydra ed è tuttora in carcere per associazione mafiosa. Secondo quanto accertato dai carabinieri nel corso delle indagini patrimoniali i beni di Li Causi sarebbero frutto delle attività illecite legate alla mafia. L’ex gestore del bar dello stadio secondo i giudici si era messo a disposizione del clan di San Lorenzo e ha favorito l’ascesa in Cosa nostra del boss Giulio Caporrimo. I sigilli sono scattati per nove rapporti bancari, due auto lussuose, una villa a Carini e per il bar dello stadio, la cui concessione è stata data ad una nuova società estranea ad ogni coinvolgimento nella vicenda giudiziaria. Tutti i beni sono stati affidati ad un amministratore giudiziario che ha già fatto sapere di aver avviato le procedure per consentire agli attuali gestori, i Galati, di poter utilizzare gli arredi e le attrezzature sequestrate già domenica nella prima partita casalinga della stagione. La famiglia Li Causi è legata a filo doppio con l’impianto di via del Fante. Prima il padre Pippo, poi il figlio Giovanni per decenni hanno gestito il bar all’interno dello stadio. Fecero scalpore le immagini riprese dagli inquirenti proprio di Li Causi con uno dei fratelli Lo Piccolo mentre scherzano all’interno dello stadio. E nelle indagini dei carabinieri ci sono le intercettazioni degli incontri fra Li Causi e altri mafiosi nel piazzale del “Barbera”. Come quello del 2011 con Gaetano Tinnirello e Paolo Conti per sistemare una questione legata alla gestione di un locale notturno. Ma le mani di Li Causi non si erano fermate al bar del “Barbera”, l’esponente del clan di San Lorenzo aveva anche puntato gli altri affari del presidente Maurizio Zamparini. Nel corso delle indagini del 2010 fuori che i mafiosi si davano un gran da fare per controllare le assunzioni e la gestione degli spazi espositivi nel nascente centro commerciale Conca d’Oro. Secondo gli inquirenti proprio Li Causi era stato incaricato di agganciare la ditta milanese a cui si era affidato Maurizio Zamparini. Giovanni Li Causi venne assolto in primo grado nel processo Hydra, ma condannato a otto anni in appello. I carabinieri lo arrestarono all’uscita dell’aula bunker del carcere Pagliarelli.”.


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