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L'«inutilità» di Salerno. A cosa è servito prenderlo?
[ giovedì 13 aprile, 2017 ore: 16:17 ]

È durato circa tre mesi il connubio tra Nicola Salerno ed il Palermo Calcio.

Era il 16 gennaio, la società ufficializzava l'accordo con il nuovo direttore sportivo (il terzo stagionale), Salerno sarebbe andato ad occupare il ruolo lasciato vacante da Daniele Faggiano e ancor prima da Rino Foschi. Ci trovavamo in piena sessione invernale di calciomercato, ingaggiare nuovamente un ds all'interno della società poteva significare che il club fosse intenzionato ad intavolare trattative, al fine di rinforzare una rosa colma di carenze in tutti i ruoli. 

Sappiamo bene come si è concluso il mese di gennaio: zero acquisti, se escludiamo gli arrivi di Stefan Silva e Toni Sunjic, presi prima che Salerno diventasse direttore sportivo; mentre negli ultimi giorni di calciomercato furono ceduti Hiljemark (che già da mesi manifestava la volontà di andar via) e Quaison, giocatore più in forma della squadra, ma con un contratto in scadenza che difficilmente il giocatore avrebbe rinnovato. Quindi, tirando le somme, la sessione invernale di mercato, che doveva in qualche modo provare a colmare quelle lacune presenti nella rosa del Palermo, se è possibile, ha ulteriormente indebolito la squadra

Ovviamente è sciocco puntare il dito nei confronti di Nicola Salerno, che in quei giorni non fece altro che seguire i dettami del presidente Maurizio Zamparini: non c'era liquidità, quindi non si poteva fare mercato. Il primo "contributo" offerto dal direttore materano arrivò poche settimane dopo, quando Eugenio Corini, all'ora ancora sulla panchina rosanero, scelse di dimettersi, saturo di una situazione non più gestibile. Salerno propose a Zamparini il nome di Diego Lopez, con cui il ds aveva lavorato diversi anni a Cagliari. È facile parlare col senno di poi, ma oggi, che entrambi sono andati via, verrebbe da dire che non sia stato poi chissà quale contributo alla causa. 

Nicola Salerno si è dimesso perché: "Credo sia difficile per me in questo momento rendermi utile. Quando mi sento inutile, non vedo perché devo continuare un rapporto lavorativo in cui non posso determinare minimamente i cambiamenti, né dal punto di vista tecnico che su quello gestionale". 

Ecco proprio "inutilità" (parola usata nel senso meno offensivo del termine), di cui lo stesso Salerno parla, rappresenta in maniera più che esaustiva i tre mesi del ds a Palermo. Dando le dimissioni il direttore ha fatto capire che è stata una sua scelta farsi da parte; nonostante lui stesso abbia ammesso che con Paul Baccaglini i rapporti fossero più che cordiali, però, nel comunicato del neo presidente di un paio di giorni fa si fa riferimento a qualche atteggiamento strano all'interno della società: "Non possiamo permetterci atteggiamenti disfattisti nell'affrontare queste ultime partite". 

Non si fa nessun nome, la frase non è indirizzata a nessun individuo in particolare, ma è scritta, all'interno del comunicato, subito dopo la presa in carico da parte del presidente delle dimissioni di Salerno. A prescindere da ciò, sembra abbastanza scontato che il riferimento fosse proprio a quest'ultimo. 

Non riteniamo che Nicola Salerno sia il responsabile assoluto della drammatica situazione in cui si trova oggi la squadra, ma il fatto che in tre mesi non abbia agito in alcun modo, pensiamo abbia influito. Se poi lui stesso si è sentito inutile a livello gestionale e tecnico, va da sé accorgersi che non ha per nulla contribuito alla causa rosanero, di fatto peggiorandola.

Il fatto che Nicola Salerno sia stato "inutile" però, è perché chi lo ha scelto lo ha reso inutile, nel senso che non gli è stata data la possibilità di agire e di occuparsi di tutti quelli che sono i compiti di un direttore sportivo. A cosa è servito assumerlo a gennaio se lo si è privato di fare mercato? A cosa è servito tenerlo al di fuori di una trattativa per la cessione della società, che in quei mesi era già in divenire? È normale che poi chiunque al suo posto si senta inutile, lontano dal mercato e dalle vicende societarie. Si è annullato il rapporto con chi sta sopra di lui. Al di là dunque dell'ultilità o meno del personaggio, il problema sorge a priori, a cosa è servito assumerlo?



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