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Fonte: Corriere dello Sport      Letta: 1369 volte      Commenti: 1
Iachini: Non è il Palermo che volevamo
[ giovedì 3 settembre, 2015 ore: 12:00 ]

Una sessantina di gol in meno, cinquantanove per l'esattezza, tra il Palermo della promozione in B e dell'undicesimo posto in A, e il Palermo di Iachini; e il mercato di Zamparini che in un anno solare ha ceduto quattro attaccanti come Dybala, Hernandez, Belotti e Lafferty sostituiti con giovani di belle speranze: ieri Makienok e Joao Silva, oggi Trajkovski, Djurdjevic e Cassini. Scommesse prima fallite e ora da vincere. Con il colpo a sorpresa di Gilardino, l'unico tra i nuovi veramente accreditato come bomber, che dovrà però recuperare sul piano fisico prima di inserirsi e di contribuire alla ricerca dei gol perduti. Questione di chiarezza. E di rispetto. E di differente vedute con il presidente. Zamparini e Iachini, stima reciproca e contrasti che poi fatalmente si ricompongono. Con il Palermo in testa alla classifica prodezza firmata da un difensore (El Kaoutari) e da un mediano (Rigoni), malgrado certe X non siano state annullate in sede di mercato. Intato, nel gioco delle parti, per Zamparini, il Palermo "esce più forte" dal tormentato agosto; per Gerolin un bilancio positivo. E Iachini capisce e si adegua, dopo un paio di conferenze sopra le righe nelle quali aveva evidenziato richieste... inderogabili (attacante ed esterno). Parole al vento. Dunque? "Non si carichi la squadra di eccessive responsabilità - dice il tecnico - l'organico non è stato definito come noi e la società speravamo, segno che bisogna dare di più. Ogni partita dovrà essere un piccolo miracolo e solo con grandi imprese potremo raggiungere l'obiettivo principale della salvezza. Non parliamo di Europa, discorso comunque intempestivo, sarebbe illudere i tifosi. E' vero, con Zamparini si discute e se il caso si litiga ma sempre per il bene del Palermo".

QUELLO CHE NON E' STATO. - Anche Iachini lancia i suoi messaggi "Mi sarebbe piaciuto un discorso sul tipo: la società più di questo non ha potuto fare, non abbiamo comprato alcuni giocatori perchè non possiamo spendere, i conti sono quelli che sono... Ormai il mercato è chiuso, abbiamo fatto i nostri bilanci e ripartiamo dalla consapevolezza di non avere raggiunto certi obiettivi. Allora, stringiamoci attorno al progetto, tutti uniti per un grande lavoro di crescita. Il segreto, compattezza e umiltà. La nostra forza si vedrà nei momenti buoni e difficili che sicuramente arriveranno. Giusto rimanere con i piedi per terra e non chiedere la luna. Questa, la verità. I giocatori ci metteranno ancora cuore e anima tanto che, in due anni, hanno contribuito a risanare la società".

OPERAZIONE CHIAREZZA. - Un Palermo dunque incompleto ma dalla mentalità sempre vincente. "La squadra delle prime due giornate ha l'impronta della scorsa stagione. Le vittorie sono la sintesi del lavoro cominciato in B che continua a dare frutti malgrado gli elementi ceduti. Se alcuni obiettivi non sono stati centrati, pace. Non mi piace sentire in giro discorsi da... capolista, sull'Europa, su traguardi ambiziosi, dibattiti che distolgono le attenzioni dalla realtà e consegnano allo staff tecnico e soprattutto ai giocatori responsabilità superiori e insopportabili. Viviamo alla giornata, poi si vedrà. Volare bassi è il nostro motto. Mi ritengo persona seria, onesta e realista. Da oggi silenzio e pedalare. Ci aspettano tre partite alla settimana... Il Palermo è la squadra più giovane del campionato. Il nostro scudetto? Salvezza con sudore e sacrificio".

di Salvatore Geraci - Corriere dello Sport

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  • Gianfranco, Roma
    03.09.2015 - 13:48 - 93.55.162.xxx
    Troppo presto per esprimere conclusioni.Troppo scetticismo.Voglio ric ordare che abbiamo giocato le prime due senza alcuna vera punta.Adesso con Gilardino e Diorgevic avremo sicuramente un vero riferimento in area avversaria.L'unico appunto che si puo' fare alla scquadra e' quelle che appena si va in vantaggio tende subiti a rincukare per difendere il vantaggio (vedi Udine),e questo non va.
     
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