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Fonte: Gazzetta dello Sport      Letta: 906 volte      Commenti: 0
Sorrentino: "Pallone a Vazquez e il Palermo gira. Primo imbattuto, settimana perfetta"
[ martedì 1 settembre, 2015 ore: 12:59 ]

Sorrentino: "Pallone a Vazquez e il Palermo gira. Primo imbattuto, settimana perfetta"
"Sono l'unico portiere imbattuto della Serie A, sono in testa alla classifica, ho riunito i miei quattro figli e starò con loro tutta la settimana a Palermo. Sarà la più bella dell'anno".
Eroe felice perchè domenica con una straordinaria parata su Zapata ha tenuto i rosanero in testa alla classifica. Stefano Sorrentino ha tre figlie che stanno a Torino, un'altra, la più piccola è con lui e la nuova compagna a Palermo: "E' dura vivere a 1200 chilometri da tre delle tue bambine. Ogni domenica le raggiungo a Torino e il martedì torno a Palermo".
Dove ora è felice. Il presidente Zamparini l'ha eletto capitano e leader di una squadra che sta sorprendendo tutti. Segna poco, perchè l'artiglieria pesante non è ancora andata a combattere, ma non prende gol: "Gonzalez l'avevo visto al Mondiale con la Costa Rica e ha stupito anche me, è fortissimo. Scherzando gli dico che gli manderò un sms quando solleverà la Champions. Arriverà in una big. Ma occhio anche a El Kaoutari e a Goldaniga che domenica ha debuttato. Può diventare uno dei più forti centrali d'Italia, ha l'umiltà e la testa gisuta per sfondare".

La difesa è il segreto del Palermo?
"Non solo. C'è un mix tra giovani di qualità e vecchi che funziona. I vecchietti come, Gila, Maresca, Rigoni hanno ancora tanto da dare".

A proposito: lei stavolta non ha avuto la valigia in mano come nelle scorse estati, anche se il suo contratto scade nel giugno 2016.
"Non voglio mai essere di peso, ma spero di continuare a Palermo. Non c'è fretta, ci siederemo. Questa è la piazza più importante del Sud, è esigente, passionale. Io vivo bene a Mondello, mi vogliono bene, ho l'onore di essere capitano di un club dove è stato capitano un certo Corini. E' una seconda casa ormai, e forse è il futuro".

Vazquez è il vostro valore aggiunto?
"E' fortissimo, la ciliegina sulla torta dopo le partenze di Dybala e Belotti che, per come funziona il calcio, ci possono stare. Il Palermo gira perchè gira lui. Gli dai la palla e sa cosa fare".

Lei è stato anche a Torino (4 campionati) e al Chievo (5). Altre due realtà che col Palermo condividono il primato. Cosa ci dice di Torino?
"E' la città in cui vivono le mie figlie e la mia famiglia. E' il club per cui faccio il tifo e che mi ha fatto diventare professionista. E' il club, tra questi, con pià ambizioni".

Parliamo del Chievo. Ha lasciato il cuore pure in Veneto.
"E' una famiglia, gestita alla perfezione dal presidente Campedelli. Mi ha riportato in Italia dopo le esperienze in Grecia e in Spagna. Dopo qualche problema con Campedelli ci siamo chiariti, c'è stima reciproca. Il Chievo vince perchè ha valori umani che oggi sembrano spariti e Campedelli trasmette forza ai calciatori. Alcuni come Squizzi (ora preparatore dei portieri), Pellissier e Dainelli sono ancora i miei amici. E' una squadra che, come la nostra, punta prima di tutto a salvarsi".

Ha parlato dell'estero: è un'esperienza che consiglia ai nostri giovani?
"Assolutamente. Io sono cresciuto, diventato uomo e la mia cultura è aumentata".

Perchè vanno più forte i portieri esperti, lei, Bizzarri, Padelli, Karnezis, Handanovic... e i giovani faticano un po'?
"Noi parliamo meno e facciamo più fatti. Abbiamo un pò di esperienza in più".

Lei usa spesso i pugni. Perchè?
"Perchè nelle mischie con quelli molto alti, come con l'Udinese, devi cautelarti, arrivi quasi allo scontro fisico. Meglio non correre rischi".

A fine settimana la Nazionale gioca proprio a Palermo con la Bulgaria. In città l'avrebbero voluta in azzurro.
"Sarei il pià felice del mondo se Conte mi chiamasse. Ma ho una sola possibilità da qui all'Europeo: far parlare il campo. Però nessun problema. Se non mi chiama mi metto davanti alla tv e faccio il tifo".

di Francesco Velluzzi - Gazzetta dell Sport

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