00. Logo
La Rosa del Palermo calcio Formazione Palermo Calcio I Video sul Palermo Calcio Giochi Vari
Cerca Notizie Palermo Calcio
  Registrati
Username:
Password:
Hai dimenticato la password?
yoox.com
  Calendario Completo
Loading...
Loading...
  Statistica completa
Loading...
Risultati in Diretta - Serie A - Tutto il Calcio    
Meteo a Palermo
 
Prima Maglia Ufficiale - U.S. Citta di Palermo Seconda Maglia Ufficiale - U.S. Citta di Palermo Terza Maglia Ufficiale - U.S. Citta di Palermo
1ª Divisa 2ª Divisa 3ª Divisa
01. Logo 120 x 60
rassegna_stampa Torna Indietro Tutte le News rassegna_stampa
Fonte: Repubblica di Palermo      Letta: 991 volte      Commenti: 0
ZAMPARINI: "Soldi e passioni, i miei trent'anni di calcio da Presidente"
[ domenica 23 agosto, 2015 ore: 16:43 ]

ZAMPARINI: "Soldi e passioni, i miei trent'anni di calcio da Presidente"
Presidente Zamparini, oggi inizia il campionato di cacio. Per lei che numero è? «Sono stato presidente del Venezia per quindici anni. Con il Palermo questo è il quattordicesimo. Ma ci sono da aggiungere gli anni con il Pordenone».
Come nasce la sua passione per il calcio? «Io sono nato su un campo di calcio nel vero senso della parola. Il cortile della mia casa a Sevegliano era attiguo al campo del paese mentre la cucina si affacciava proprio sul terreno di gioco. Dai 4 ai 18 anni ho sempre giocato a pallone sino alla prima categoria».
Perché ha deciso di investire nel mondo del calcio? «Innanzitutto non parlerei di investimenti perché con il calcio non si guadagna. Direi più che si può parlare di un disinvestimento».
Allora perché l’ha fatto? «Per hobby. C’è chi va in barca a vela, chi ha le fidanzate, chi gioca al casinò. Io ho l’hobby del calcio. Mi piace perché è una bella vetrina che ti dà popolarità. Quando entri dentro a questo meccanismo uscirne diventa difficile. Diventi protagonista. Diventi uno schiavo».
Qual è la pazzia più grande che ha fatto da presidente di una squadra di calcio? «Io non ho mai fatto una pazzia. Ho commesso tanti errori e tante cose le ho indovinate, ma non ho mai fatto pazzie. Sono un tipo impulsivo, ma prima di prendere una decisione ragiono sempre. Mi confronto con tante persone, alla fine però l’ultima parola è sempre la mia».
Quanti soldi ha messo nel calcio? «In trent‘anni, tra Venezia e Palermo, almeno trecento milioni di euro».
A Palermo però non è più così. La squadra si auto finanzia. «A Palermo non è più il tempo del primo Zamparini che aveva grandi possibilità economiche, che ha portato il Venezia dalla C2 alla serie A e il Palermo dalla serie B all’Europa. Adesso, con le risorse che mi sono rimaste punto a creare posti di lavoro, a dare impulso all’economia con le mie aziende».
Dal punto di vista finanziario il Palermo come sta? «Sta bene. Abbiamo fatto di necessità virtù. Lo scorso anno abbiamo chiuso con un bilancio in passivo di 27 milioni. Quest’anno chiuderemo con un più 2,5 e con la possibilità di investire sul mercato. Avevamo diciotto milioni da investire e e abbiamo provato a prendere Defrel e Araujo».
Come è cambiato il calcio da Venezia a Palermo? «Venezia era qualcosa di veramente folle. Non è una piazza dove si poteva fare calcio. A Palermo mi aspettavo un coinvolgimento maggiore da parte della piazza soprattutto a livello di abbonamenti e presenze allo stadio. Ma, come siamo in crisi noi imprenditori, sono in crisi anche le famiglie. È un problema che si estende ovunque ed è troppo facile fare il paragone con il modello tedesco o quello inglese».
Nel calcio italiano sono arrivati imprenditori stranieri che pensano anche a fare lo stadio. Un po’ come lei. «Io lo stadio non lo farò. Non è stato nemmeno possibile mettersi al tavolo. C’è un progetto pronto da anni e mi aspettavo che venisse accolto con entusiasmo. Avevo trovato investitori per realizzare delle opere vicino lo stadio. Ne avevo parlato con l’associazione dei costruttori della provincia di Palermo e con le cooperative. Avremmo creato posti di lavoro e invece mi hanno dato dello speculatore. Fare lo stadio è un percorso impossibile nella Palermo di oggi. Io ho 74 anni e non 25. Sono stanco».
Sino a che punto? «Penso che quello che sta iniziando sia l’ultimo anno a Palermo. Nei giorni scorsi ero a Londra e ho incaricato un’agenzia di trovare degli investitori interessati al Palermo. Non voglio il rimborso di quello che ho speso, ma non lascio il Palermo in mano a quattro sfigati. Voglio dedicarmi alle mie aziende e dare la squadra a chi la possa portare in Champions».
Le mancherà il derby con il Catania? «Per niente. Mancherà ai palermitani a me non me ne fregava niente».
Ma lei è cittadino onorario di Palermo. «E dei palermitani ho preso le virtù. Sono tantissime ad iniziare dalla qualità della vità di questa città. I palermitani hanno un quoziente di cultura e intelligenza molto elevato. Però ci sono cose che non mi piacciono».
Ad esempio? «La cultura del sospetto. Vivere a Palermo per certi aspetti non è facile, ma per molti altri è bellissimo».
Cosa fa quando è a Palermo? «Adoro andare al mercato. Trovo i prodotti migliori del mondo».
Qual è il suo luogo del cuore? «Il santuario su Monte Pellegrino. Quando vado da Santa Rosalia sto benissimo. È un posto pieno di energia positiva. Mi piace anche Mondello, ma in inverno».
Oggi in molti associano lo Zen al suo centro commerciale... «Sono molto contento del centro perché va bene e i palermitani ne vanno orgogliosi nonostante lo stato voglia farmelo chiudere: mi hanno presentato cartelle esattoriali per trenta milioni di euro».
Torniamo al calcio: che farà il Palermo? «Il Palermo farà lo stesso campionato di Sampdoria, Genoa, Torino, Fiorentina. Potremmo piazzarci tra il sesto e il decimo posto nonostante l’assenza di Dybala».
A proposito di Dybala, qual è lo straniero che le è rimasto nel cuore? «Sicuramente Pastore. L’ho trattato come un figlio sin dal primo giorno. Un ragazzo eccezionale».

di Massimo Norrito - La Repubblica ed. Palermo

Commenta notizia - ZAMPARINI:


Top news del Giorno
Inserisci tuo Commento
Nome:
Città:
Commento:
 
Nessun commento su questa notizia
I Vostri Commenti Top news del Giorno