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Fonte: Gazzetta dello Sport      Letta: 753 volte      Commenti: 0
Iachini: "Vazquez leader, Belotti è incedibile. Araujo o Defrel ..."
[ venerdì 24 luglio, 2015 ore: 10:21 ]

Tutto vero, pure il fatto che Beppe Iachini il cappellino se lo toglie solo a tavola o per dormire. Ma in Val Camonica c’è un sole che sembra Mondello, ci sta di proteggersi la testa. Zamparini tiene lo stesso allenatore per la terza stagione di fila a Palermo. Non solo: pensa addirittura che Guidolin e Beppe Iachini siano «gli unici tecnici che capiscono di calcio». Belle parole, ma anche una bella responsabilità. «Ma no, fa solo piacere, anche perché Zamparini di allenatori bravi ne ha avuti tanti. Io faccio il mio lavoro nel miglior modo possibile, solo questo».

Come ha fatto a conquistarlo?
«Col presidente c’è un rapporto schietto: è giusto che venga informato delle vicende della squadra, ma è giusto che sia io a valutare le condizioni di chi va in campo».
Si è mai sentito a un passo dal fare la fine di molti suoi colleghi?
«Forse l’anno scorso dopo il 3-0 di Empoli. Ma è stato bravo il presidente a portare la squadra in ritiro vicino casa sua».
E quello che era solo il «mago delle promozioni» si è salvato alla grande.
«Quando si fa bene in diverse piazze, si fa bene il proprio lavoro. In alcune esperienze in A, le cose non sono andate bene, ma nel calcio capita a tutti».
Sarri, dopo anni di gavetta, allenerà il Napoli. Iachini, a 51 anni, spera ancora nella chiamata di una big?
«Per un allenatore, la gavetta è importante. Oggi non sono quello che ero 10 anni fa, mi sento pronto per qualsiasi tipo di avventura».
Le grandi vanno in tournée, il Palermo 36 giorni in ritiro. Vecchie abitudini?
«A me i ritiri neanche piacciono, per questo l’ho diviso in tre blocchi. Ma a Palermo fa troppo caldo».
Questo Palermo può fare meglio dei 49 punti dell’anno scorso?
«Ci siamo ringiovaniti e non sappiamo chi saremo se non alla fine del mercato. Il primo obiettivo resta la salvezza, ma togliersi soddisfazioni è bello».
A proposito di giovani, Cassini sarà il nuovo Dybala?

«Se lo abbiamo preso, è perché ha qualità particolari. Ma a differenza di Paulo non ha ancora giocato in prima squadra. Cresca con tranquillità».
Mancano un difensore e il sostituto di Dybala: si aspettava di averli prima?
«Parlare di sostituto di Dybala mi sembra eccessivo. Sarebbe troppo pesante l’eredità per chiunque. Quando arriveranno i nuovi, li faremo inserire».
Araujo e Defrel le piacciono?
«Sono ottimi giocatori, ma dovranno arrivare con la mentalità giusta, come tutti».
Partisse Belotti, di attaccanti ne servirebbero due.
«Belotti è incedibile: è un punto fermo per questa stagione, penso che non ci saranno sorprese».
Cosa si aspetta dal percorso di crescita di Vazquez?
«Franco è già passato dall’essere fuori rosa alla Nazionale. Ora dovrà confermarsi come leader, perché c’è il Palermo e c’è l’Europeo».
È difficile lavorare con così tanti stranieri?
«La lingua del calcio è universale. I ragazzi dormono misti nelle stanze, bravi i “vecchi” ad aiutarli».
La Juventus resta inavvicinabile per tutti?
«A oggi sì, perché si è rinnovata mantenendo grande competitività ».
Delle altre big, chi si sta muovendo meglio?
«Si stanno rinforzando tutte. Ma la Roma, stavolta, può davvero lottare per lo scudetto».
Ha rimpianti nella sua carriera?
«No. Ho fatto la gavetta, vinto quattro campionati, valorizzato giocatori: preferisco concentrarmi su Palermo, visto anche l’affetto della gente».
Le due facce della Sicilia. Il Palermo è una realtà in A, il Catania alle prese con l’illecito sportivo. Nel calcio di oggi è difficile resistere alla tentazione di sbagliare?
«Il calcio è onestà. Se vogliamo riportare la gente allo stadio, queste cose non devono accadere. Chi sbaglia deve pagare. Se a un professionista non basta il guadagno e vuole fare soldi con cose illecite, è giusto che venga radiato».
Il tetto delle rose a 25 basterà per cambiare il modo di gestire le squadre, contenere le spese e valorizzare i talenti italiani?
«Non so se questo potrà essere determinante. L’importante è il rispetto delle regole: non devono ripetersi pagine come quella del Parma o quelle che leggiamo in questi giorni».
Visto che c’è questo bel rapporto con Zamparini, se le chiedesse di venire in panchina con lei?
«Non ci sarebbe problema, sarei felice. Ma non lo fa, perché fa già fatica a vedere il primo tempo… ».

di Marco Calabresi - Gazzetta dello Sport

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