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Fonte: Corriere dello Sport      Letta: 577 volte      Commenti: 0
Sorrentino: "Europa? non illudiamo tifosi, la salvezza il nostro scudetto. Io Capitano ..."
[ martedì 21 luglio, 2015 ore: 11:29 ]

Sorrentino: "Europa? non illudiamo tifosi, la salvezza il nostro scudetto. Io Capitano ..."
Nella fascia di capitano personalizzata è racchiuso il suo mondo di uomo e di calciatore: i nomi di Stefano e Sara, sempre più innamorati; quelli delle figlie Maria Vittoria, Matilda, Carlotta e Viola; un numero, il settanta, che è la somma dei giorni in cui sono nate le donne di casa; e una frase - Gli occhi della tigre - ripresa da Rocky III e dalla canzone di successo eseguita dai Survivor.
Stefano Sorrentino sa a memoria il discorso di Apollo Creed a Rocky Balboa al momento della sfida decisiva. E recita con passione: "Li vedi quegli sguardi Rocky? Tu devi tornare ad avere quello sguardo. Gli occhi della Tigre amico". In sintesi: "Tu puoi vincere ogni battaglia, la vittoria e la sconfitta sono un gioco di centimetri. Bastano pochi centimetri in più...".

Stefano e i centimetri: un palla che entra o esce per un soffio, un passaggio perfetto o sbagliato, un gol incassato e subito.
"E' la prima volta nella mia carriera che mi danno la fascia dall'inizio. Una scelta di Iachini e della società che va onorata, sarò il punto di riferimento per i compagni. Mi sono sempre visto come un capitano senza fascia. Ora, però, tocca a me stabilire regolamenti e codice etico. Non sono un dittatore, pochi punti chiari per il quieto vivere giornaliero e per il rispetto della professionalità".

Entriamo nei dettagli. Zamparini sostiene che lei sia il vero, eccezionale, capitano. Perchè?
"Sto attento a tutto, guardo, mi arrabbio, consiglio, scherzo. Siamo in tanti e non ci sono figli e figliastri. Grazie comunque per le belle parole. Il primo emendamento? E' obbligatoria la puntualità. E mi riferisco ad allenamenti, pranzi, riunioni tecniche, interviste, appuntamenti con lo staff medico. Ogni minuto di ritardo comporta una multa di dieci euro ma si può arrivare a mille e oltre, dipende dalla gravità della mancanza. Se uno scappa di notte... I telefonini vanno lasciati fuori dallo spogliatoio come a scuola, l'abbigliamento deve essere consono. Le regole, appese nello spogliatoio, le abbiamo lette e firmate. Sono il primo a dare l'esempio ma onestamente nella prima parte del ritiro non abbiamo raccolto niente. La somma a fine anno va in beneficienza e comunque, non ci fossero fondi, ci tasseremo ugualmente".

Un capitano che le abbia insegnato qualcosa?
"Vista la veneranda età di capitani ne ho avuti tanti. L'ultimo è stato Barreto, il primo Ferrante. Ognuno mi ha lasciato qualcosa. Ma esistono leader senza gradi. Nel Torino, Lorenzo Minotti non aveva la fascia ma quando parlava non fiatava nessuno. Barreto è un bravissimo ragazzo, da lui ho imparato la totale disponibilità a risolvere ogni situazione".

S'inizia una partita. E Sorrentino che fa?
"Leggo le disposizioni sulle palle inattive, ci abbracciamo, ci diamo il cinque, saluto i compagni uno per uno con un frase, una pacca sulle spalle, un cenno come a fare capire che nessuno è solo e che siamo una squadra. La mia frase non è originale ma funziona: in bocca al lupo".

In questa torre di Babele di lingue come si orienta?
"Siamo in Italia, bisogna parlare italiano, è giusto che imparino in fretta per semplificare i contatti. Se non capiscono è un problema che non mi riguarda. Sono andato in Grecia e c'era il greco e in Spagna lo spagnolo, o ti adatti o sono affari tuoi".

La ricetta per vecchi e nuovi?
"Basta il ritiro per entrare in armonia e la cosa importante è che gli stranieri siano disponibili e intelligenti. Ho visto che Cassini, Trajkovski, Hiljemark studiano per imparare la lingua e per integrarsi in fretta. C'è chi è più timido e accusa, chi come Trajkovski ha più personalità che gli deriva dalla esperienza internazionale".

I giovani, le burbe da prendere in giro?
"Se si riferisce a Cassini è il primo a farsi quattro risate. Lo chiamano il bambino, per questo gli abbiamo comprato la culla e il seggiolone. Il presidente ha riso fino alle lacrime. E Cassini ha chiesto il biberon. Giovani e principianti vanno trattati alla stessa maniera, nello spogliatoio non c'è differenza d'età. Le regole valgono per tutti. Se hanno bisogno della balia significa che non possono giocare. Se giocano sono uguali agli altri".

Quando finirete di parlare di Dybala? Siete più o meno forti senza di lui?
"Non lo so, se guardiamo Dybala dell'ultimo anno difficile che la squadra parta con maggiori ambizioni. Bisognerebbe avere la fortuna che Belotti o uno dei nuovi possa esplodere in doppia cifra. Solo così arriverà qualche soddisfazione, una squadra come la nostra, e nel campionato itliano, non può fare a meno di un attaccante da almeno dieci gol. Abbiamo chiuso la stagione con Paulo e Vazquez in doppia cifra, Rigoni a quota nove, ecco perchè siamo arrivati tranquillamente a metà classifica. Il Mudo dovrà ripetersi e magari andare oltre, il Gallo cantare le sue migliori melodie e i nuovi dovranno cercare di sbrigarsi il più presto possibile".

Un portiere che si allena da solo e che in campo è il più distante da tutti come si fa sentire?
"Negli allenamenti ho poco da invetarmi, il vero capitano è Iachini. Non potrei intromettermi. Nessuna difficoltà nel rapporto con l'arbitro, con l'addizionale a due passi il messaggio parte e arriva subito, si parla con lui che riferisce. Se l'arbitro è dall'altro lato comincio a gridare".

E con i compagni?
"Dialogo. Lo facevo senza la fascia, a maggior ragione starò attento. L'attaccante a cento metri? Prima che arrivi il passa parola la partita è finita, No, mani a imbuto e urlacci".

Gli altri capitani in squadra?
"Vazquez e Rigoni che conoscono l'importanza del ruolo. Non è vero che Vazquez sia ... mudo. Forse una volta. Gonzalez, Vitiello, Andelkovic, Maresca e tutta gente che ha partite sul groppone, la loro opinione pesa. Chiunque ha da dire qualcosa è bene accetto, non esiste solo il sottoscritto, meglio se c'è collaborazione".

L'uscita di Rigoni su Conte?
"Vedere un ct come Conte che non convoca in nazionale un centrocampista da nove gol appare strano".

Rapporto con Iachini.
"Ottimo, lo stesso di prima. Di lui, conosco pregi e difetti e lui conosce i miei. Ai ragazzi darò le stesse raccomandazioni del mister: mentalità vicente senza lasciare spazio a nessuno, organizzazione di gioco, fame, ambizione. In campo, correre, divertire, segnare. Iachini non molla mai neanche nelle amichevoli".

L'Europa vi aspetta?
"Nooo... non serve continuare a parlarne, non ora, sarebbe un'illusione. Non perchè siamo scarsi, non ha senso discuterne a occhi chiusi. I quaranta punti della salvezza sono il nostro scudetto. Poi fisseremo ulteriori traguardi. Ogni campionato ha una storia a sè. La gente non va tradita, a luglio bisogna stare con i piedi per terra perchè sappiamo che Palermo è una piazza che fa presto ad esaltarsi, molto calda, esigente. Promettere l'Europa mi sembrerebbe prendere i tifosi per i fondelli e non è corretto. Abbiamo cambiato tanto ed è andato via Dybala; Milan e Inter sono più forti. Juve, Fiorentina, Roma, Lazio, Sampdoria, Geona e Napoli pure...".

Che campionato sarà?
"Più bello. In assoluto la Juve sembra ancora irragiungibile, dunque da scudetto. L'anno scorso, abbiamo detto la nostra. Non penso che nessuno puntasse su di noi. Ad un certo punto ervamo quelli che giocavano meglio in casa e fuori. Alla stessa ora di oggi, nel 2014, ci davano per spacciati in B. Invece abbiamo conquistato 49 punti e questo fa capire quanto la stagione sia difficile e imprevedibile. Nessuno si aspetta il crollo di Milan e Inter o quello della Roma. Nessuno i tanti punti dell'Empoli o la retrocessione del Cagliari. Altro che campionato brutto, a me pare lungo e bello. La serie A ogni anno nasconde insidie e sorprese. Per noi la salvezza è tutto. Per costruire una casa, si parte dalla fondamenta non dal tetto".

Il 3-5-2 le piace o con i quattro dietro si nascondono i difetti?
"Iachini ha dichiarato che si riparte dal modulo che in due stagioni ha dato grandissime soddisfazione ed è stato la nostra forza. Giusto che insista sulla difesa a tre, poi in qualche partita si può anche cambiare. Avete visto nell'ultima amichevole la possibilità di alternative. La squadra ha una sua identità ed normale che mantenga certi equilibri. Anche perchè abbiamo giocatori tagliati per questo modulo. Tre o Quattro, comunque, non cambia nulla".

A naso c'è un giocatore che l'ha impressionata? Per esempio Cassini o Trajkovski?
"Trajkovski è quello che sta meglio, in lui vedo uno già pronto per la A. Anche Brugman ha doti tecniche di rilievo. Se il ritiro finisse oggi, la vera rivelazione potrebbe essere Alex (Trajkovski). Cassini è un Dybalino che deve sgobbare. Però i colpi li ha e il campo dirà di che pasta è fatto. Sono dell'idea che ai ragazzini non bisogna mettere pressione. E su alcuni si sta esagerando. Rischiamo di bruciarli in fretta".

di Salvatore Geraci - Corriere dello Sport

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