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Fonte: Corriere dello Sport      Letta: 680 volte      Commenti: 0
Belotti: "Palermo occasione speciale, spero di diventare l'idolo dei tifosi"
[ venerdì 15 maggio, 2015 ore: 14:12 ]

Belotti: "Palermo occasione speciale, spero di diventare l'idolo dei tifosi"
Ora tocca a lui. Il paradiso del calcio attende una nuova stella. Via la Joya, ecco il Gallo. Da numero 9 di Dybala al 99 di Belotti, naturale staffetta tra i più pagati della storia palermitana. Dodici milioni Paulito; sette, più di Pastore, Cavani e Vazquez, Andrea, la cifra più alta sborsata da Zamparini per un calciatore italiano. Per l'attaccante della nazionale Under 21, ecco la prospettiva di sentirsi finalmente protagonista anche a Palermo. Titolare dal primo minuto. E di dimostrare a suon di gol che la scelta non è sbagliata. C'è riuscito Dybala, e ne aveva 20, ci prova il Gallo ancora pulcino l'unico che sia entrato in campo in tutte le partite, solo sette presenze però in rosa dal primo minuto; appena cinque gol; il rigore sbagliato contro l'Atalanta, nella partita della vendetta.

Belotti non trema, anzi è sicuro di farcela.
"Eredità pesantissima. Paulo ha dimostrato qualità stratosferiche e realizzato tanti gol per la salvezza. Per un momento abbiamo pensato che potesse lanciarci in Europa. Ha lasciato il segno. Io come Dybala? Perchè no? Difficile non impossibile, posso dare tanto alla città e sto lavorando per essere ricordato come lui dai tifosi".

Dybala ha cambiato vita in dieci mesi...
"Se è successo a lui, può capitare anche a me. Nessuno ci credeva. Un punto interrogativo che Paulo ha cancellato con una stagione sensazionale. Il tifoso vuole tutto e subito. La sua personalità è esplosa con il gol alla prima partita. Ora sembra inarrestabile. Anch'io sono una scommessa, voglio vincerla. Via mister quaranta milioni? Il confronto non mi spaventa. Arriva mister Belotti, si apre una porta, voglio entrare. E' il momento che tutti aspettano. L'importate piedi per terra e capire che più di un regalo è una conquista".

Sempre presente, sono 1123 minuti giovati e un gol che manca da quattordici giornate. In azzurro, 15 partite e 8 reti, all'asciutto comunque da novembre. Considerato il rigore fallito, non è che giri bene...
"Quando entri in campo per cinque o dieci minuti o addirittura meno, i giochi in genere sono già decisi. Tante volte mi sono addormentato con brutti pensieri: perchè solo scampoli? E giù la voglia di qualche parolaccia. Poi ho capito che in panchina è come andare a scuola con la possibilità di studiare i campioni, per esempio Tevez che fa cose incredibili. Piccoli, grandi segreti da imparare. Guai però se non mi fossi incavolato, anche se il primo comandamento è rispettare le scelte del tecnico. Iachini ha dichiarato che un  conto è far gol nell'Under con i ragazzi di pari età, un'altro in A? E' vero, in A trovi avversari che sono miti, che hanno vinto mondiali e coppe. In under, non è come incontrare Buffon o Chiellini. Visto la Juve?".

Belotti deve somigliare a...
"A se stesso. Shevchenko è stato un idolo della gioventù, i suoi gol eccitavano la mia fantasia. Basta con i paragoni. Altri tempi, non sono più bambino che aspetta il campione, voglio regalare anch'io autografi e gol a chi mi vuole bene. A ragazzini che penseranno di diventare da grandi come Belotti, di innamorarsi di lui e di sognare la sua maglia. Non è arroganza desiderare di diventare un idolo".

Da Dybala a Belotti...
"Da esordiente a protagonista. E non solo. Per guidare l'attacco del Palermo studierò da leader. Altrimenti, troppo duro il confronto con Dybala. Non posso essere uno qualunque accanto a Vazquez".

Dopo l'Atalanta, ha chiesto scusa ai tifosi
"Per il rigore fallito...Mi sono coperto la faccia quasi a nascondermi. Non voglio, non posso deludere la città, spero di rimediare al più presto. Il gol mi manca. Mi è dispiaciuto proprio contro l'Atalanta la squadra della mia città che ha bocciato... All'andata, sugli spalti c'erano tutti i miei parenti. Iachini mi fece entrare al 45' del secondo tempo. L'ho presa maluccio perchè avevo segnato contro Sassuolo il gol decisivo, la settimana prima, entrato in campo sempre sul filo di lana e non mi aspettavo di finire fuori. Comunque, il conto con l'Atalanta resta aperto".

Dopo Dybala, primo rigorista designato da Iachini. Come si calcia dagli undici metri?
"Non avevo timori. C'è chi preferisce un angolo, io guardo il portiere. Solo che Frezzolini è rimasto fermo e mi ha disorientato. La prossima volta? I trucchi non si svelano. I portieri studiano tutto. Sono comunque grato a tutti i compagni che mi hanno chiamato e ringuorato. Sorrentino mi ha spiegato che ne sbaglierò altri, ma che non deve mai venire meno il coraggio di tirarlo. Seguirò il suo consiglio. Un'altro rigore? Il pallone lo voglio io? Avrò una rabbia maggiore".

E Iachini?
"Prima di andarmene, mi ha detto cose che tirano su il morale, e cioè di non prendermela, che avevo giocato bene, che debbo continuare così. Poi, che gli dispiaceva perchè alla prestazione mancava solo la firma del gol. Iachini mi ha migliorato in tutto, ora mi faccio rispettare. Vorrei segnare nelle ultime tre partite, è da tanto che non esulto mimando la cresta. E il gol per l'attaccante è la vita. Iachini può stare tranquillo: aiuterò la squadra e farò e segnerò. Senza fissarmi. Se arriva tanto di guadagnato. Corro e lo vado ad abbracciare".

Il Palermo perde Dybala e riparte da Vazquez.
"Due grandi campioni, per fortuna Vazquez resta. I tifosi possono stare tranquilli. Paulo ha il gol nel sangue, Franco ti mette la palla al bacio per andare in porta. Ho sempre ammirato i suoi colpi e i suoi slalom. Ne vedi pochi che toccano il pallone così".

E Belotti?
"Sono pronto. Il confronto con Dybala non mi fa paura. Sono qui per non farlo rimpiangere. Lui guadagnerà, dicono, cinque milioni lordi, li merita tutti. Il mio desiderio è di ripagare il Palermo come ha fatto lui. La società ha speso tanti milioni per me e l'Albinoleffe ne ha guadagnati. Non penso che un altro giocatore dell'Albinoleffe sia costato tanto. Nel mio piccolo, per loro, sono stato quello che Dybala rapresenta per il Palermo. Un pezzetto di futuro".

Contratto, fino al 2017, normale che se ne parli.
"Non c'è ancora l'accordo però abbiamo voglia di rinnovare. Guadagnare di più? Voglio spazio per sentirmi al centro di un progetto, stavolta da titolare, non come quest'anno. Cavani, Pastore e Dybala sono partiti da Palermo, una piazza importante che sforna campioni, perchè non dovrebbe capitare a me?".

di Salvatore Geraci - Corriere dello Sport

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