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Fonte: Gazzetta dello Sport      Letta: 707 volte      Commenti: 0
Dybala: "Io con Pirlo alle spalle? sarebbe il top. Zamparini ha sempre creduto in me ..."
[ mercoledì 22 aprile, 2015 ore: 10:31 ]

Dybala: "Io con Pirlo alle spalle? sarebbe il top. Zamparini ha sempre creduto in me ..."
Di Palermo gli mancheranno il mare e il pesce. «Ma non solo, anche i tanti amici che in questi 2 anni e mezzo mi hanno molto coccolato» aggiunge Paulo Dybala. Ora a coccolarlo sono gli squadroni che se lo contendono a suon di decine di milioni. Eppure, nonostante la giovane età, u picciriddu (il bimbo) come lo chiamano in Sicilia, non si scompone. L’improvvisa popolarità che gli è piovuta addosso non lo turba e non gli ha fatto montare la testa. Domenica sera dopo la partita contro il Genoa vinta con 2 suoi assist e la lunga chiacchierata col cittì della nazionale argentina, Tata Martino, Paolino è rimasto fino a notte al telefono con la fidanzata argentina, Antonella con cui sta da quasi un anno.

Dybala, avete già pensato alle nozze?
«Ma no, siamo ancora molto giovani, lei è mia coetanea, studia Economia e commercio a Buenos Aires, ne abbiamo di tempo».
E Antonella dove le consiglia di andare a giocare l’anno prossimo?
«Lei vorrebbe che tornassi in Argentina, visto che ancora per un po’, almeno fino alla laurea, non si potrà muovere da Buenos Aires. Ma sa che per ora non sarà possibile».
A lei invece dove piacerebbe disputare il prossimo campionato?
«Non lo dico, altrimenti domani ci fate un titolone. Un giorno vorrei andare al Boca Juniors la squadra per cui faceva il tifo papà Adolfo, morto 5 anni fa, una passione che aveva trasmesso pure a me. Ma anche per questo c’è tempo».
Pensiamo allora al suo futuro immediato e ai 50 milioni di euro come ultimo prezzo fissato da Zamparini: pensa di valere così tanto?
«Il presidente è da sempre un mio ammiratore, forse l’unico a credere in me anche quando tutti gli altri mi criticavano e dicevano che non valevo i soldi spesi per portarmi in Sicilia (12 milioni di euro, n.d.r.). Lo ringrazio per la fiducia che mi ha sempre accordato. E’ giusto che lui ora cerchi di guadagnare il massimo dalla mia cessione, fa il suo lavoro, come io faccio il mio in campo. Spero solo che se domenica a Parma gioco male, non mi sottraggano 10 milioni di valutazione, portandola di nuovo a 40 milioni di euro. Ma io a queste cose non voglio pensare».
Parliamo allora del cittì della nazionale argentina: cosa vi siete detti domenica sera?
«Abbiamo parlato di tutto. A cominciare dalla mia vecchia squadra, l’Instituto di Cordoba, dove ho cominciato la carriera e dove Marino ha anche allenato. Mi ha dato qualche consiglio. La sua visita a Palermo mi ha fatto piacere, non ne sapevo nulla, mi hanno avvertito della sua presenza in tribuna quando già ero negli spogliatoi e mi stavo cambiando. Per fortuna ho giocato una buona partita, peccato solo per quella traversa che mi ha negato il gol, ma io sono felice anche quando faccio segnare gli altri compagni, l’importante è che vinca il Palermo, poi se faccio gol sono felice il doppio, naturalmente».
Fin qui 13 reti, 7 legni e altrettanti assist: ce la fa ad arrivare a 20 gol?
«E perché no? Nulla è impossibile. Ho sempre creduto in me stesso e faccio di tutto per ottenere il massimo, compresi tanti sacrifici».
E con Martino avete parlato anche di nazionale, naturalmente: per caso le ha dato appuntamento in Cile per la Coppa America?
«Si gioca il prossimo giugno, fra un paio di mesi, forse è ancora troppo presto per me. Sono un ragazzino, considerato soprattutto che ci sono tanti giocatori molto forti che hanno sgobbato parecchio per conquistarsi quel posto, consapevoli di non potersi addormentare neanche un attimo, altrimenti qualcun’altro potrebbe scalzarli».
Per esempio, Paulo Dybala?
«E’ vero che ci sono miei coetanei che hanno già il posto in nazionale, ma io posso anche aspettare, miro alle qualificazioni per il mondiale del 2018».
Non ci distraiamo: Juventus, Roma, Inter, Psg, Chelsea, il fattore determinante potrebbe essere la partecipazione alla Champions League?
«Giocare la coppa più importante d’Europa è il sogno di tutti, ma ci sono anche squadre importanti nel mondo che non partecipano. Però mi piacerebbe, non lo nego».
Lei per caso parla inglese o francese?
«Neanche una parola, ma questo non vuol dire: quando arrivai a Palermo non conoscevo l’italiano, credo d’averlo imparato bene e abbastanza in fretta».
Mettiamola così, allora: giocare con uno come Pirlo alle spalle sarebbe un vantaggio importante?
«Certo, con un regista come lui tutto è più semplice, soprattutto per un attaccante. Pirlo riesce a rendere semplici anche le cose più difficili. Avete visto ad esempio contro il Monaco, all’andata, da una sua geniale giocata è nato il rigore che ha deciso la partita, è stato bravo anche Morata a conquistare la profondità, ma l’invenzione è scaturita da Pirlo».
Vedrà la gara di ritorno?
«Ci mancherebbe. Siamo già d’accordo con i compagni: andremo a mangiare la pizza in un ristorante con la tv per seguire la Juve».
Qual è il suo pronostico?
«Penso che la squadra di Allegri un gol in trasferta lo fa e quindi per me è favorita».
Lo è anche per il successo finale?
«Se va bene a Montecarlo, immagino che sia una delle candidate principali, ma penso che tutte quelle che arrivano in semifinale possano vincere la Coppa».
Secondo lei andare a giocare in una squadra che ha vinto 4 scudetti è un vantaggio o uno svantaggio?
«Sia l’uno sia l’altro. Un vantaggio perché la Juve è una squadra mai sazia e con la sua fame potrebbe arrivare a metterne in fila anche 10, di scudetti. Ma può anche essere uno svantaggio, se le concorrenti, stanche di arrivare dietro, si attrezzassero a dovere».
Le piacerebbe finire al fianco di Ibrahimovic, visto il filo diretto che il Palermo sembra avere col Psg?
«Parliamo di uno dei più forti attaccanti del mondo, un altro che può rendere la vita semplice ad un compagno di reparto, bravo com’è a impegnare da solo mezza difesa avversaria».
Ci dica almeno se sceglierebbe di giocare ancora in serie A
«Sì, lo ammetto, sono molto affezionato all’Italia che mi ha reso famoso e mi piacerebbe restare qui».
Se l’anno prossimo dovesse far gol contro il Palermo, esulterebbe?
«No, e come potrei? Questa sarà sempre casa mia, non farei mai un torto simile a tutti quelli che mi hanno voluto bene».

di Francesco Caruso - Gazzetta dello Sport

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