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Fonte: Corriere dello Sport      Letta: 1067 volte      Commenti: 0
Belgrano, Magliano: "Vi racconto come è nata la stella Vazquez"
[ giovedì 5 febbraio, 2015 ore: 12:10 ]

Mario Bolatti è stato alla Fiorentina cinque anni fa ed ora è al Botafogo. Andres Suarez è all'Anderlecht. Fraco Vazquez al Palermo. Diego Novaretti alla Lazio. Un denominatore comune, le origini nel Belgrado, club argentino di Cordoba.
Oggi le nuove stelle nella prima squadra allenata da Zielinski sono Lucas Zelarrayan ed Emiliano Rigoni, due esterni di spinta, il primo spesso agisce da trequartista. Il Belgrano ha portato la squadra juniores alla Viareggio Cup, prima apparizione e unica sudamericana al torneo.
Il direttore del vivaio è Sergio Magliano, origini italiane fra Torino e Savona, Bibiana e Fossano i paesi familiari. Con lui c'è Ciro Palermo, il manager italiano che è il fiduciario del club nel nostro Paese e lo rappresenta per affari e contatti con le società italiane. Sergio è una istituzione del vivaio del Belgrano e da quando è arrivato il presidente Armando Perez, nel 2005, ha voluto dare un impulso forte all'attività del settore giovanile. Il 2005 è anche l'anno in cui è arrivato Vazquez al Belgrano: da un anno gli osservatori del club lo avevano notato e prenotato al Barrio Parque, polisportiva regionale che ha più il basket come disciplina di punta rispetto al calcio. Franco aveva 15 anni, al Belgrano arrivò dieci mesi dopo.

L'ASCESA DEL MUDO - "Giocatore straordinario, le sue qualità le vedemmo subito. I nostri osservatori avevano fatto come sempre un gran lavoro di scouting nella nostra area di riferimento. E lui convinse tutti" racconta Magliano. "Una delle caratteristiche del nostro club è quella di prevedere un tempo di ambientamento più lungo degli altri per il salto in prima squadra: è il nostro modo di procedere per far immagazzinare bene al calciatore la crescita. Vazquez, pur essendo molto forte, non si discostò da questo tipo di cammino che per noi è un credo".
Ma perchè El Mudo? Magliano sorride..."Quel soprannome nacque con noi, perchè Franco a 16 anni era esattamente come oggi. Molto riservato, di pochissime parole. Tante volte, durante le partite, il tecnico di turno gli urlava gli atteggiamenti da prendere in campo. Lui non rispondeva, timidissimo come era ed è rimasto. Ogni tanto qualcuno di noi pensava che volesse fare di testa sua. Poi ti accorgevi che quel suggerimento urlato, in campo si trasformava in una giocata, che era esattamente quella che gli avevi chiesto. El Mudo ha fatto sempre parlare il campo. E come ragazzo è sempre stato educatissimo: oltre che grande calciatore, anche persona per bene sin dai 16 anni".

FRANCO E I SUOI FRATELLI - Magliano è rimasto in contatto con Vazquez, a distanza. "Ma ora voglio approfittare di essere arrivato in Italia per chiamarlo e magari vederlo". Ci potrebbe essere la Nazionale italiana per lui all'orizzonte. "Quella è una scelta molto personale, ma se capita che lo chiamano e alui piace l'idea non si vede perchè dovrebbe privarsi della possibilità di giocare nell'Italia". E il futuro? "E' un top player - dice Magliano - e merita un top club".
A Viareggio il Belgrano ha portato una squadra che ha del talento. Ivan Paz, classe 1996, è un Vazquez ma più compatto, con una struttura completamente diversa. Joel Valdemarin, classe 1995, è l'attaccante esplosivo di Pablo Bocco. Villa Esquin, il centro dove si allenano e dove è cresciuto anche El Mudo, ha 12 campi. Le squadre del vivaio sono 19 tra nazionali e regionali. E 500 i giocatori.
Ciro Palermo, il manager che li ha portati in Versilia e che li rappresenta spiega: "L'obiettivo è arrivare più avanti possibile nel torneo. Se no abbiamo già un piano per andare a visionare il lavoro di un paio di club". Chissà che uno non possa essere proprio il Palermo del Mudo...

di Fabio Massimo Splendore - Corriere dello Sport

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