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Fonte: Gazzetta dello Sport      Letta: 1291 volte      Commenti: 1
Zamparini: "Un socio da 100 milioni, champions con Dybala"
[ giovedì 8 gennaio, 2015 ore: 11:27 ]

Zamparini: "Un socio da 100 milioni, champions con Dybala"
Presidente Zamparini, il Palermo vola: e ora?
«Arriveremo in Champions League... Alt: sto scherzando. Andiamo avanti e cerchiamo di salvarci prima possibile, il resto si vedrà».
Non è mica un azzardo però, con 25 punti a 2 giornate dal termine, parlare di un posto fra i nobili d’Europa.
«Nel 2006-07 Guidolin arrivò al giro di boa con la bellezza di 38 punti da vicecampione d’inverno, nel ritorno ne totalizzò appena 17, quindi... Io però sono certo che Iachini nella seconda parte del campionato non farà meno di 30 punti».
Guidolin disse che Zamparini era il miglior presidente del mondo dal martedì alla domenica, ma lei sembra cambiato a giudicare dall’insolita pazienza dimostrata con Iachini ad inizio campionato: pensi se l’avesse cacciato.
«Ammetto di avere vissuto un momento di grande disagio, ma ho voluto fare una verifica e approfittando della sosta ho portato la squadra in ritiro a casa mia, in Friuli, per compattarla. Là ho capito che la nota stonata non era l’allenatore ma il direttore sportivo e così Iachini è rimasto e Ceravolo è andato via. Bisogna anche dire che è girata la ruota, perché nelle prime gare eravamo stati sfortunati».
E soprattutto hanno cominciato a girare a mille Paulo Dybala e Franco Vazquez. Dica la verità: hanno sorpreso anche lei?
«Beh, se li ho presi significa che ci credevo, ma devo anche dire che Vazquez l’anno scorso stavamo per regalarlo: era finito fuori rosa e questo mi intristiva parecchio. Ecco, Franco è forse il giocatore che mi ha sorpreso di più, bravo Iachini a recuperarlo e bravo il ragazzo a smentire tutti e io sono proprio felice per lui».
Mettendo assieme i migliori giocatori passati da Palermo lei avrebbe vinto lo scudetto.
«Certo, da Sirigu a Barzagli, da Grosso a Balzaretti, da Bresciano a Miccoli, da Toni a Pastore e Cavani: con Guidolin o Iachini in panchina, se non proprio lo scudetto, almeno in Champions saremmo andati».
A gennaio potrebbe andar via almeno uno del duo d’attacco?
«Assolutamente no, stanno per rinnovare entrambi e se ne parlerà a giugno. A che cifre non saprei dire: 50, 60 o 70 milioni di euro, lo stabilirà il mercato».
Vazquez secondo lei finirà davvero in Nazionale?
«E perché no? Al contrario di Dybala, destinato a giocare al fianco di Messi, Vazquez sa bene che l’Argentina non lo chiamerà mai, così accarezza l’idea di vestire l’azzurro che valorizzerebbe la sua carriera».
E sono previsti colpi in entrata?
«Ho già nel mirino i Pastore, i Cavani e i Dybala del futuro. Il nostro segreto è il lavoro di gruppo, ecco perché abbiamo continuato a pescare buoni giocatori, anche senza i Foschi e i Sabatini».
Ora che il Palermo naviga in acque europee, pensa ancora ad un partner forte?
«Certo, anche se non è facile portare qui investitori stranieri, perché il sistema Italia non incoraggia: troppa burocrazia, troppi limiti. Eppure qualcosa potrebbe maturare».
Sempre con un emiro?
«Non solo arabi, potrebbe essere americano, russo, ma anche sudamericano. Se trovo un imprenditore disposto ad investire 100 milioni di euro, gli lascerei la poltrona di presidente e il Palermo potrà avere una squadra da Champions e tenere in Sicilia Dybala e Vazquez».
A quel punto diventerebbe improcrastinabile il nuovo stadio di cui non si sente più parlare: perché?
«Chiedetelo al Comune di Palermo: da due anni tengono in un cassetto il progetto che abbiamo presentato. Fra un mese potrei anche partire. Ma la nostra politica ormai preferisce non fare nulla piuttosto che rischiare di finire nell’occhio del ciclone, in Sicilia in particolar modo. Eppure in un momento di grande crisi economica avviare un’opera che al pubblico non costerebbe nulla sembrerebbe indispensabile».
Qual è il budget per costruire la struttura?
«Il nuovo stadio da 35 mila posti costerebbe 120 milioni di euro, fatto con soldi privati e garantirebbe al Paese di incassare 5 o 6 milioni di euro di tasse e circa la metà alla Sicilia. Darebbe lavoro a 2300 persone per un anno e mezzo e altrettante ne impiegherebbe dopo per la gestione di quel che girerebbe attorno ad una struttura aperta tutta la settimana».
Un passo indietro: dopo la retrocessione, un anno e mezzo fa lei ha temuto il peggio. Tornare subito in A è stato un successo pari a un posto in Uefa?
«Diciamo che non era facile risollevarsi immediatamente e per riuscirci ho puntato su un gruppo di qualità: non dimentichiamo che oltre Dybala e Vazquez avevo Hernandez, Lafferty, Belotti. Poi Iachini ha fatto il resto. E visto che siamo in argomento, il mio augurio sincero d’inizio d’anno è per Pulvirenti: spero che il Catania torni subito in A. Lo dico anche perché dopo 2 anni di assenza, mi manca troppo il derby».

di Francesco Caruso - Gazzetta dello Sport

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  • pink & black,
    08.01.2015 - 13:02 - 83.103.74.xxx
    Catania in B a vita!!!!!!
     
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