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Fonte: Tuttosport      Letta: 919 volte      Commenti: 0
Iachini: "Un 2014 fantastico, ma non m'accontento"
[ sabato 27 dicembre, 2014 ore: 14:32 ]

Iachini: "Un 2014 fantastico, ma non m'accontento"
Il bilancio del tecnico del Palermo, Beppe Iachini, rilasciato sul quotidiano sportivo Tuttosport. Queste le parole del tecnico:
Beppe Iachini, è incredibile che sia riuscito a cambiarlo... Nessuno avrebbe scommesso un euro di rivederla sulla panchina del Palermo dopo i tre gol subiti a Empoli, con la squadra ultima.

"Invece sono ancora qui e dico grazie al presidente che ha valutato bene il lavoro mio e del mio staff. E' vero che ad Empoli ci fu un black-out, ma ero sereno perchè sapevo come stavamo lavorando. Prima di quella partita avevamo raccolto meno di quanto meritavamo. Il presidente aveva visto quello che avevamo fatto, poi ci ha portati in ritiro a casa sua (Gradisca d'Isonzo, ndr) per "toccare" il gruppo. In quei giorni ha fatto le sue valutazioni, poi ci ha rinnovato la fiducia".

Dopo quel ritiro sono arrivati 19 punti, ora ne avete 22: Palermo oltre le aspettative?
"Beh, in estate avremmo firmato cento volte per avere una classifica come questa. E restano rimpianti per qualche punto lasciato per strada a causa di ingeniuità. Diciamo che abbiamo portato avanti il lavoro iniziato l'anno scorso. Questa squadra ha avuto una crescita costante, non dimentichiamo che quando siamo arrivati noi il Palermo era 13° in B".

Poi sono arrivati record su record, compreso l'ultimo delle otto partite di fila utili in A. Un 2014 indimenticabile...
"Si, è stato un anno fantastico. La grande cavalcata in B, i record stracciati, questa prima parte di campionato in A. Ma non ci accontentiamo, vogliamo stupire ancora".

E finalmente Iachini s'è tolto l'etichetta di allenatore buono solo per la B...
"A questa storia non ci ho mai fatto caso. So da dove vengo, come lavoro e conosco i risultati che ho ottenuto. Facile dice allenatore da B, come se in B il primo che arriva vince... Non mi sembra sia così. Sono stato apprezzato ovunque, solo che in alcune piazze non ho avuto la possibiltà di continuare un lavoro avviato bene. A Palermo non è stato così. Forse pago anche il fatto che non mi vendo bene e non cerco inviti in tv. Sono una persona semplice, ma anche vera. Mi piace parlare con i fatti in campo. Io devo conquistare risultati, non titoli sui giornali. In più devo valorizzare il patrimonio calcistico che mi assicura la società".

Forse è anche per questo che Zamparini non l'ha esonerata: se Dybala e Vazquez sono esplosi il merito è suo.
"Ho fatto solo il mio lavoro, il merito è dei due ragazzi che ci hanno creduto. Sono stato sempre convinto che Dybala potesse giocare da prima punta, con quella qualità e rapidità può essere devastante. In più sa anche segnare. Mi ricordo che gli dissi: "Paulo, se vuoi puoi diventare un'ira di dio". Beh, un pò lo è adesso. Su Vazquez ho lavorato sulla testa. Quando sono arrivato, era fuori lista. Voleva andarsene, ma ho insistito. Gli ho detto di mettermi in difficoltà negli allenamenti e che , se lo avesse fatto, a gennaio lo avrei rimesso nella lista dei convocabili. Franco mi ha preso di parola, oggi si gode i risultati. Ha già segnato 5 gol, ha preso 5 pali. Tutti e due sono da top club, ma ad entrambi consiglio di restare ancora un anno al Palermo per maturare e arrivare in una big non da comprimari ma da protagonisti. Detto questo, non dimentico gli altri. La forza del Palermo è il gruppo".

Un giusto mix di vecchi e giovani, il segreto sta lì?
"Si, i grandi trascinano i più giovani e viceversa. S'è creato grande feeling. I più inesperti sanno che c'è un Barreto, un Sorrentino, un Maresca che può darti il consiglio giusto".

Belotti sta soffrendo l'esplosione di Dybala e Vazquez?
"Per me resta un titolare come gli altri due. Belotti ha ventuno anni, è al primo anno in A. Nonostante Dybala e Vazquez gli abbiano tolto spazio, finora ha fatto benissimo".

Mai pensato di cambiare modulo per giocare tutti e tre?
"In certe partite l'abbiamo fatto, ottenendo anche buoni risultati. La squadra, però, ha raggiunto un suo equilibrio con il 3-5-2 e non avrebbe senso cambiarlo. In più un allenatore deve pensare a quello che può succedere durante la partita. Sapere di avere una cartuccia come Belotti da sparare non è male...".

Pensa all'Europa o a chi sta dietro?
"Sarei un pazzo se pensassi all'Europa. Il nostro obiettivo resta la salvezza. Guai a volare alti, ci sarebbe il rischio di schiantarsi. Testa, quindi, al Cagliari che ha cambiato allenatore. E' un altro scontro diretto".

Se la salvezza arrivasse in largo anticipo?
"Allora proveremmo a divertirci. Per l'Europa sarebbe lo stesso difficile, basta vedere la classifica. Davanti a noi c sono squadre costruite con progetti e budget diversi. Il Palermo è solo una matricola".

Le spiacerebbe perdere Munoz a gennaio?
"C'è una proposta di rinnovo, magari la accetta. Se andrà via, arriverà un altro".

di Luigi Butera - Tuttosport

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