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Fonte: Gazzetta dello Sport      Letta: 1120 volte      Commenti: 3
Belotti: "Entro, segno ma non amo la panca. Iachini mi fa sentire importante"
[ martedì 16 dicembre, 2014 ore: 10:08 ]

Belotti: "Entro, segno ma non amo la panca. Iachini mi fa sentire importante"
Che ci fa un gallo fra le aquile? Segna, segna e poi ancora segna. Andrea Belotti, la cresta più in voga della Serie A, continua a sfornare reti importanti con la maglia del Palermo, sulla quale spicca un’aquila. Con quello di sabato scorso sono 3 i sigilli di questo campionato: la doppietta contro il Napoli al San Paolo (33) e il 21 realizzato contro il Sassuolo al 93’, 4 minuti dopo il suo ingresso. Quella dei «gol dalla panchina» si può dire sia diventata una specialità: fra lo scorso campionato e questo sono già 6. E Andrea va fiero del suo traguardo: «Non è facile andare in rete entrando a freddo – racconta il Gallo –, la cosa più complicata per chi subentra è trovare subito la determinazione e la concentrazione, soprattutto in determinati momenti della gara. Ora spero di giocare un po’ di più dall’inizio».

L’anno scorso in B segnò 10 reti, quest’anno?
«Ci tengo intanto a precisare che la scorsa stagione sbarcai a Palermo da perfetto sconosciuto e molti si chiedevano chi fossi, magari si aspettavano un campione che aiutava il Palermo a vincere il campionato, eppure arrivai in doppia cifra. Mi piacerebbe ripetermi».
Quanto le pesa ogni volta tornare in panchina?
«Non sarei sincero se dicessi che non ci faccio caso, però rispetto le scelte di Iachini. E poi il tecnico è bravo a far sentire importante anche chi non gioca, viene sempre a incoraggiarmi nello spogliatoio prima di ogni gara, mi incita e mi sprona a farmi trovare pronto. Forse anche per questo ogni volta ci metto il furore che serve. E comunque a volte abbiamo giocato col tridente dall’inizio. E poi sono ben allenato in questo senso».
Che vuol dire?
«Negli Allievi dell’Albinoleffe spesso non giocavo, finivo addirittura in tribuna e confesso di aver pianto molte volte per questo. Il tecnico mi preferiva Borlini che oggi gioca nei campionati minori e Valoti che ora è al Verona».
Però lei non mai ha gettato la spugna.
«Se ho tenuto duro, lo devo esclusivamente ai miei genitori che mi hanno incoraggiato ad andare avanti. Mia mamma mi ripeteva: “Allenati ancora di più e vedrai che alla fine la spunterai”. E così è stato».
Vi salutate ancora col tecnico di quel tempo?
«Certo, si chiama Cancelli e quando vado a casa lo incontro e ci fermiamo a scambiare qualche parola. In fondo mi ha aiutato a crescere e ad accettare meglio quello che vivo oggi».
Di cosa è più orgoglioso?
«Di essere riuscito a dimostrare che si può essere determinanti pure giocando da riserva».
E non ha mai avuto paura di perdere la Nazionale?
«No, anche perché il tecnico dell’Under 21, Di Biagio mi ha rassicurato in tal senso».
A proposito di Nazionale, le ha dato fastidio che Conte abbia pensato a Dybala e non a lei che è già della «famiglia»?
«Ma no, Paulo sta facendo grandi cose, è giusto che il c.t. abbia cercato di convincerlo a scegliere l’azzurro, ma rispetto la scelta di Dybala che si sente argentino e preferisce aspettare la sua nazionale».
E alla Nazionale maggiore pensa?
«Certo che ci penso. E il nostro capitano, Barreto mi ha raccontato lo scambio di battute avuto con Conte dal quale ha appreso che mi tiene d’occhio. Chissà, magari per il prossimo Mondiale… Sarebbe un sogno».
C’è un altro sogno che sente avvicinarsi?
«Beh, giocare in un grande club è sempre stato il mio desiderio e se posso spararla grossa dico che mi piacerebbe un giorno indossare la maglia del Real Madrid. Ed essere allenato da Ancelotti, il più grande di tutti».
Torniamo sulla terra, domenica gioca a casa sua per la prima volta da avversario: sensazioni?
«Sono diventato professionista proprio nello stadio Atleti azzurri d’Italia, con l’AlbinoLeffe. Tornare per una partita di Serie A, davanti a tante persone che mi conoscono mi mette i brividi solo a pensarci».
E se poi segnasse anche il gol della vittoria contro l’Atalanta?
«Intanto spero di giocare, titolare o riserva poco importa, e se segno domenica sarebbe il più bel regalo di compleanno della mia vita: sabato faccio 21 anni».

di Francesco Caruso - Gazzetta dello Sport

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  • Mario, Torino
    13.11.2016 - 16:11 - 93.39.142.xxx
    Sei un grande, un giorno giocherai in una grande, il Toro e arriverai in nazionale segnando all'esordio. Quanta Roba !!!! W il Gallo ;-)
  • riccardo, san vito lo capo
    16.12.2014 - 15:58 - 2.195.213.xxx
    sei un bravo ragazzo e ti auguro tutto il bene possibile ,auguri per il tuo compleanno, sarai il futuro centravanti della nazionale maggiore. auguri,auguri,auguri.
  • enzo, palermo
    16.12.2014 - 11:35 - 151.63.168.xxx
    auguri anticipatamente per i tuoi 21 anni,e stai tranquillo continuando cosi a farti trovare sempre pronto e a segnare, i mondiali li vivrai da protagonista
     
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