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Fonte: Gazzetta dello Sport      Letta: 767 volte      Commenti: 0
Iachini: "La salvezza? Non mi piace pormi limiti"
[ mercoledì 3 dicembre, 2014 ore: 11:33 ]

Iachini: "La salvezza? Non mi piace pormi limiti"
In due mesi Beppe Iachini ha trasformato il Palermo. Il 5 ottobre la squadra rosa­ nero, dopo le prime 6 giornate di campionato aveva 3 punti appena e nessuna vittoria. Co­minciavano a girare voci di possibili cambi di panchina, ma stavolta bisogna riconoscere a Zamparini un’inversione di tendenza rispetto al passato, quando magari avrebbe messo alla porta il tecnico senza pen­ sarci su due volte. Invece, resi­ stendo a tutte le tentazioni, ha tenuto duro e, a conferma del feeling speciale che esiste fra i due, è stata intrapresa una stra­ da nuova e l’allenatore marchi­ giano ha potuto continuare a portare avanti il proprio pro­ gramma. Subito sono arrivati i frutti. Il Palermo nelle 7 gare successive, dal 19 ottobre ad oggi ha messo in tasca la bellezza di 14 punti in 7 giornate, viaggiando alla media di 2 punti a partita. Di questo passo il club siciliano arriverebbe drit­to in Europa. Basta non parlar­ne, però.

Iachini, come ha trasformato il Palermo in così breve tempo?
«Abbiamo continuato a lavora­re come facevamo pure prima. Non ho fatto niente di più. Il merito semmai va al presidente Zamparini che mi ha conferma­to la fiducia, consentendomi di proseguire il percorso intrapre­so già un anno prima quando subentrai a Gattuso. E se andia­mo ad analizzare quelle prime 6 giornate, solo una volta ab­biamo sbagliato partita, ad Em­poli (sconfitta per 3­-0, n.d.r.)».
Dopo ci fu la pausa e molti pensavano che lei sarebbe stato esonerato, invece andaste 10 giorni in ritiro in Friuli, vicino casa di Zamparini.
«E lì scattò qualcosa anche nel­la testa dei giocatori. Ci compattammo, prendemmo fidu­cia. Probabilmente proprio il fatto di aver visto il presidente così convinto e determinato a proseguire il cammino tutti as­sieme ha caricato la squadra. Il resto l’ha fatto quella prima vit­toria contro il Cesena che ci ha dato quel qualcosa in più che ci mancava».
Oggi si può cominciare ad accarezzare qualche sogno?
«Il mio sogno, non proibito ma possibile, si chiama salvezza, prima la raggiungiamo prima possiamo provare ad alzare di qualche centimetro l’asticella».
Ma lei non ha temuto di essere licenziato?
«Conosco le regole del mio la­voro, ma sapevo pure che fino a quel momento la vittoria spes­so era sfuggita per un soffio e per sfortuna e inoltre il presi­dente anche nei momenti criti­ci mi aveva ribadito la sua sti­ma e per questo dico che i risul­tati di oggi premiano in primis Zamparini».
Cosa manca al Palermo per poter mirare ad obiettivi più alti?
«Un po’ di concretezza in più non guasterebbe, soprattutto in fase di realizzazione».
A proposito, sa che Dybala e Vazquez oltre ai gol realizzati, hanno colpito in tandem 7 legni?
«Ecco, appunto: siamo una del­le squadre di A che tirano di più in porta ma segniamo meno di quanto potremmo».
Eppure una coppia d’attacco come Dybala e Vazquez non sono molti a potersela permettere.
«E chi l’avrebbe immaginato solo un anno fa. Di Dybala si di­ceva che non poteva giocare prima punta, mentre io ero convinto che fosse proprio quello il suo ruolo e Vazquez era finito fuori rosa. Con il la­voro e con la tenacia sono cre­sciuti entrambi, ma essendo ancora giovani hanno ampi margini di miglioramento».
Non teme di dover fare a meno di Dybala da qui a breve?
«Non sta a me fare valutazioni di mercato. Ma al momento gli consiglierei di rimanere ancora a Palermo. In ogni caso per me è una soddisfazione valorizza­re i giocatori che la società mi mette a disposizione».
Conte vorrebbe in azzurro Dybala, che tentenna: lei che dice?
«Penso che non dovrebbe se­guire gli interessi ma andare là dove lo porta il cuore».
Quanto è difficile lasciare fuori uno come Belotti?
«Abbiamo anche provato a gio­care col tridente offensivo in qualche occasione ma non sempre è possibile. Su Belotti puntavo già l’anno scorso ed è un giocatore su cui facciamo molto affidamento».
Iachini, firmerebbe per chiudere il campionato a 40 punti?
«Firmerei per la salvezza, ma non mi piace pormi dei limiti, del resto anche un anno fa non ci fermammo dopo aver centra­ to la promozione e tagliammo una lunga serie di record che impreziosirono il nostro cam­pionato. Quindi dico, andiamo avanti un metro dopo l’altro e poi vedremo quanti chilometri avremo percorso».

di Francesco Caruso - Gazzetta dello Sport

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