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Fonte: Corriere dello Sport      Letta: 958 volte      Commenti: 0
"Questo è Dybala, artista del Gol"
[ martedì 4 novembre, 2014 ore: 11:16 ]

Un gol da fuoriclasse, una pennellata da accostare ai più celebrati campioni. Primo acuto in trasferta, proprio nella Scala del calcio italiano e la firma da protagonista: Paola Dybala da bruco a farfalla, a pochi giorni dai suoi 21 anni, tutto in un attimo, quello del minuto 26. Una magia. Alla Ronaldo o alla Messi? Fate voi, oggi ci sta tutto. Un gol per scacciare un paio di stagioni tormentate e i dubbi che l'elevato costo del cartellino avevano suscitato. Il fuoriclasse che finalmente cerca e trova la risposta giusta, trascinando i suoi alla vittoria, restituendo sorrisi e certezze. Se il segreto del successo ha una chiave ambientale, un pizzico di fortuna, e diecimila ore di dura pratica, Dybala, tormetato dagli allenamenti di Iachini, è esploso al momento giusto e al posto giusto, con un colpo di rara bellezza.

IL NUOVO ASSO - Un soffio, per cambiare la sua vita e la stima degli altri. Ora La Joya è diventata l'asso nella manica, il giocatore che può vincere le partite da solo, anche quando sembrano missioni impossibili. Con un calcio da poesia, come quello di un'altra e più decantata pulce, Messi, il suo idolo. Basta che si accenda la luce. E la sua straordinaria grandezza ancora tutta da scoprire. Dybala sa aspettare: "Il primo sogno si è avverato, un gol in uno stadio leggendario che avevo in testa da bambino. Il salto in una big? E' il desiderio di molti e non faccio preferenze fra Milan, Inter o Juve... Non penso al mercato o alla nazionale, e se ci penso viene prima la prossima partita. Siamo stati grandi, ma sono sempre tre punti. Cresce però in noi la convinzione e la stima in Iachini. Per tutta la settimana ci ha fatto vedere tanti video, spiegandoci che il Milan in difesa lasciava spazi".
Al canale "bein sport Usa", la battuta più divertente; "Chiederemo a Zamparini un premio per la vittoria ma siccome lo sa, questa settiamana non si farà vedere".

COME PASTORE E CAVANI - L'attaccante sta trattando con Zamparini il rinnovo del contratto che scade nel 2016. L'annuncio potrebbe arrivare a breve. Difficile, del resto che Dybala possa lasciare la società a fine stagione. Il percorso di crescita è ancora da completare e il presidente per stabilirne la valutazione parte dai 42 milioni di Pastore. Zamparini lo ammette, mentre si gode la rivincita... "E' questo il Dybala che ho comprato. Non ho mai avuto dubbi, solo che è diventato più maturo. Ho capito subito che era di altra categoria. Come Cavani, come Pastore. Il gol al Milan? Paulo è un attaccante vero. Un artista quando dribbla, salta l'uomo, tira. Un ragazzo che solo noi possiamo rovinare con troppi complimenti. Ho detto che vale più di Pastore, perchè giocatori di questo livello sono in estinzione. Aspetto con soddisfazione che diventi un campione e spero che arrivi un socio che mi permetta di trattenerlo, altrimenti... I tifosi non debbono preoccuparsi di perderlo subito, di strada deve farne, caso mai fra un paio di anni".
A proposito dell'entusiasmo in città, sui social si è scatenata una vera rivoluzione, relativa alla intenzione di Dybala di scambiare la maglia con Torres "Toccava a Torres chiedere la numero nove di Dybala con tanto di autografo", scrivono i tifosi, ed è la dimostrazione che il gioiello, dopo tante critiche, è entrato nel cuore della gente.

BLINDATO - Già si accosta il suo nome al Benfica o all'Inter, al mercato inglese e a quello tedesco. Solo contatti, giri esplorativi. Zamparini a sorpresa lo blinda: "No, lo teniamo con noi, deve diventare più forte come Pastore che è rimasto tre anni. Abbiamo altri giovani che sono il futuro, che Iachini farà crescere, come ha fatto con Dybala e Vazquez, come sta crescendo lui". Uno Zamparini nelle vesti di difensore di Iachini. Incredibile. "Non lo difendo, sono obiettivo. Ne conosco limiti e i pregi. Il mio compito è di farlo rendere al cento per cento. La nostra filosofia? Tutti insieme per un solo obiettivo. Senza frizioni. Ceravolo ha pagato perchè non faceva gruppo".
Iachini conferma la sua fiducia a Dybala, scelta che spedisce, spesso, in panchina Belotti: "Quando ho preso Palermo, Dybala era un bambino con tanta qualità e poca esperienza. Ha imparato a difendere palla, come dimostrato contro Zapata, è cresciuto fisicamente e a Milano ha dimostrato che può trasformarsi in top player. Finora ha segnato tre gol, uno più bello dell'altro e quello di Milano, ne so qualcosa, vale di più".
Una cosa è sicura: dopo l'impresa di Milano, nessuno dubiterà di Dybala, se si tratti di un Picasso del calcio o di una eterna promessa. E non si parlerà più di soldi gettati via. Il gol l'ha liberato dalle catene dei dodici milioni.

di Salvatore Geraci - Corriere dello Sport

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