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Fonte: stadionews.it        Letta: 569 volte        Condividi:
Zamparini: “Da 4 anni cerco di vendere il Palermo. Cordata di Tacopina inconsistente “
[ mercoledì 29 novembre, 2017 ore: 14:35 ]

Parla Maurizio Zamparini. Il patron del Palermo ha concesso una lunga intervista in cui ha ripercorso il suo passato da patron del Venezia, le analogie con la sua esperienza a Palermo e il suo rapporto con tifoserie e Tacopina, tra i principali interlcutori nella trattativa con Paul Baccaglini.

Ai microfoni del quotidiano veneto “Il Gazzettino”, Zamparini afferma: “Mi ero rivolto a Tacopina ma sono ancora a caccia di acquirenti, la sua cordata si era rivelata inconsistente. Il nostro calcio è sempre meno appetibile per gli investitori. Da quattro anni cerco gente seria cui passare la mano, non ho più l’età, spero di riuscirci prestissimo”.

Un rapporto a filo doppio quello tra Venezia e Palermo: “É una sorpresa ritrovarmi di nuovo contro il Venezia, non me l’aspettavo così presto, d’altra parte due anni fa noi eravamo in A e loro nei dilettanti, ma in fondo l’organizzazione paga sempre. Auguro a Tacopina di raggiungere la Serie A e fare lo stadio, ma non è facile, perché un conto è costruire lo stadio, un altro mantenere una squadra ad un certo livello”.

E ora c’è Palermo – Venezia: “Non credo mi emozionerò più di tanto, di quei 15anni ho molti bei ricordi ma ormai molto lontani. Non vado allo stadio da due o forse tre stagioni, non lo so neanche di preciso, ma ovviamente guarderò la partita da casa. Con Tedino lo scorso anno non saremmo retrocessi. Sta facendo benissimo, a Inzaghi non ho mai pensato come mio allenatore. Lui è una sorpresa, in primis per come si è messo in discussione ripartendo dalla Lega Pro, poi per i risultati”.

E a Venezia come a Palermo non mancano tifoserie calde e critiche verso i rispettivi patron: “Venezia resta una piazza dove non è facile poter fare calcio, d’altra parte il numero dei tifosi allo stadio è sempre meno importante. A Venezia avevo contro gli ultras dei centri sociali, guidati da quel Luca Casarini che mi “perseguita” visto che è venuto a vivere a Palermo”.

E aggiunge: “Me ne andai perché ero troppo amareggiato: quando andai in curva per la questione delle maglie fui preso a sputi. Nessuno sarebbe rimasto al posto mio. Solo una parte è contro di me a Palermo. È un problema culturale, prima di tutto bisogna civilizzare le istituzioni stesse che oggi sono assenti”.

Fonte: stadionews.it



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