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Fonte: forzapalermo.it        Letta: 270 volte        Condividi:
Palermo, Tedino: "Orgoglioso di allenare in questa città. Se mi dà consigli Zamparini, lo ascolto"
[ mercoledì 8 novembre, 2017 ore: 17:06 ]

L'allenatore del Palermo Bruno Tedino in una lunga intervista al "Corriere dello Sport parla di sé, degli obiettivi e del futuro:

«Orgoglioso di allenare in questa città che profuma di Serie A. Non ci interessano i record, vogliamo solo la promozione».

L'avventura per il tecnico di Treviso in rosanero inizia questa estate: «Zamparini lo vidi per la prima volta tra il 1995 e il 1997 quando ero nelle giovanili del Venezia. Dopo vent'anni mi è arrivata la sua chiamata nella quale mi offriva la panchina del Palermo. Dovevo sentire prima il presidente del Pordenone Lovisa, a cui sarò sempre grato. Ignorarlo sarebbe stato un tradimento».

L'incontro con Zamparini ad Aiello ed il rapporto attuale: «Lui era sicuro e travolgente - dice Tedino -, io invece entrai in punta di piedi. Mi disse che aveva visto giocare il Pordenone e che voleva vedere il Palermo giocare lo stesso gioco vincente.

Se mi dà consigli Zamparini, lo ascolto. Una persona competente e con esperienza deve pur dire certe cose. Non mi dice chi schierare e chi non. Lui è la proprietà e deve sapere tutto quello che succede».

Tedino, già da piccolo con un carattere forte: «Rompevo le scatole - scherza -, ero molto geloso di mio padre. Io non feci come lui, il bisnonno e lo zio: non sono entrato nell'Arma. Ho studiato ragioneria e all'università economia aziendale. Ho iniziato a giocare  a calcio a 8 anni, ho fatto un provino con gli Allievi del Venezia. Di quel momento conservo la maglia sporca del Torino. Per la squadra granata ho una simpatia grazie a mio padre, ma il mio cuore è sempre tifoso della Sacilese».

Infine i primi inizi da allenatore: «Ho smesso di giocare a calcio per una pubalgia cronica, ho cominciato ad allenare le giovanili del San Donà, mi davano 500 mila lire al mese. Nel 2013 ho ricevuto la chiamata da Viscidi, il quale mi comunicava che Sacchi voleva conoscermi per completare il quadro tecnico della Federazione. Fu una grande emozione».



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