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Fonte: Giornale di Sicilia        Letta: 941 volte        Condividi:
Palermo: L’inchiesta sui bilanci del club, 6 indagati con i due Zamparini
[ sabato 29 luglio, 2017 ore: 16:55 ]

Otto indagati e vengono fuori cinque nomi: Zamparini padre e figlio, un commercialista di Gallarate e due lussemburghesi, ai vertici di Alyssa, la società che ha acquisito la Mepal. E proprio attorno a questo affare - affare per chi, se non per Zamparini, si chiede chi indaga - ruota l’inchiesta che vede il patron del Palermo Calcio al centro della bufera giudiziaria. Il presidente ostenta tranquillità ma la Guardia di Finanza, tornata giovedì, per la seconda volta in tre settimane, nella sede della società, ha le idee sempre più chiare sulle operazioni che sono state portate avanti per alterare i bilanci e dunque far emergere una floridezza che i conti del Palermo non avrebbero da tempo.
Sotto inchiesta, oltre a Maurizio Zamparini e al figlio Paolo Diego, ci sono il commercialista Anastasio Morosi, regista di alcune delle operazioni finite nel mirino degli investigatori; Luc Braun, presidente del Cda di Alyssa, e Jean-Marie Poos, consigliere e amministratore delegato della società che ha sede in Lussemburgo, minuscolo Paese (e paradiso fiscale) di cui i due sarebbero cittadini. Ci sono poi altri tre indagati ancora senza nome. Zamparini padre ieri ha rinunciato al ricorso che aveva proposto al tribunale del riesame: l’udienza era in programma per lunedì ma non si farà. L’impugnazione, proposta dagli avvocati Enrico Sanseverino e Francesco Pantaleone, affiancati adesso dall’avvocato romano Napolitano, era tecnica, finalizzata cioè a «vedere le carte»: le informative messe agli atti dal pool coordinato dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca sono però quanto mai scarne e dunque la difesa non avrebbe avuto la possibilità di articolare le proprie tesi, per cercare di ottenere la restituzione di quanto era stato sequestrato il 7 luglio in viale del Fante e a casa di Zamparini, in Friuli. Una conferma del provvedimento, d’altro canto, avrebbe avuto l’effetto di dimostrare la solidità del quadro accusatorio: da qui la mossa strategica di evitare il confronto.

Nel commentare la notizia anticipata ieri dal Giornale di Sicilia, relativa al fatto che anche Paolo Diego Zamparini, amministratore della Mepal, è indagato, il numero uno della società rosanero ha escluso responsabilità tanto del figlio quanto del suo commercialista. «Ho delle società in Lussemburgo, l’Alyssa che ha acquisito la Mepal - ha detto a Livesicilia - sono operazioni che in un Paese normale rientrerebbero nella normale amministrazione. Io sono tranquillo, devono stare tranquilli anche quelli che hanno messo in piedi questo cinema».
Eppure tanto normale la situazione non è, secondo il Nucleo di polizia tributaria, perché le tre società sono tutte nell’alveo del gruppo che fa capo al settantaseienne, vulcanico imprenditore friulano: Mepal, acronimo di merchandising Palermo, titolare del marchio della squadra, viene ceduta dalla sua proprietaria, l’Us Città di Palermo, ad Alyssa, per 40 milioni. Il valore notevole dell’azienda è determinato dal fatto che a Mepal viene attribuita la possibilità di gestire i (futuri e in gran parte improbabili) nuovi stadio e impianti sportivi che dovranno fare capo al club rosa. E a compiere tutte queste operazioni e valutazioni è sempre lui, proprietario o socio o azionista di tutte le aziende coinvolte: il presidente del Palermo. La società rosa a questo punto dovrebbe ricevere il contante: ma in realtà Zamparini iscrive in bilancio solo il credito, da pagare in tre anni, a rate. Realizza così, considerati i costi e le spese, una plusvalenza da 21 milioni, che consente di chiudere in attivo e di poter fare l’iscrizione al campionato. Operazioni fittizie, solo sulla carta, sostiene l’accusa. Ma non solo: visto che le società sono tutte riferibili al gruppo dell’indagato principale, sarebbe necessario il bilancio consolidato del gruppo. Che però mai sarebbe stato fatto e da qui la contestazione al commercialista di fiducia del presidente. Ecco dunque l’appropriazione indebita, per avere «portato via» la Mepal a fini personali, sottraendola al controllo del Palermo; ecco i possibili falsi in bilancio, per avere alterato la realtà della consistenza economica e del- la solvibilità della squadra. Ed ecco riaffacciarsi il vero incubo di tutta questa storia, la dichiarazione di insolvenza, l’istanza di fallimento da parte della Procura e l’apertura di una fase dagli esiti quanto mai imprevedibili per le sorti della società. «Il Palermo è tranquillissimo - chiosa Zamparini, sempre con Livesicilia -. Quest’anno chiuderà il bilancio con 10 milioni all’attivo». Dopo avere chiuso bruscamente la trattativa con Paul Baccaglini, il numero uno conta ora sulla trattativa con Frank Cascio e John Viola. Difficile però, per lui, trattare con i convitati di pietra di questo brutto affare: Procura e Guardia di Finanza.

di Riccardo Arena - Giornale di Sicilia

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