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Fonte: Palermomania        Letta: 422 volte        Condividi:
Repubblica: 'La procura vuole capire come mai il Palermo fra diritti tv, plusvalenze e sponsorizzazioni, sia dovuto ricorrere a «ottimizzazioni di bilancio»'
[ sabato 29 luglio, 2017 ore: 13:03 ]

L’edizione odierna de “La Repubblica” scrive in merito all’inchiesta aperta sul Palermo da parte della Procura, tra dubbi e operazioni poco chiare, sul quale adesso si sta cercando di far luce. Ecco quanto si legge:
“L’acquisizione di documenti di due giorni fa nel quartier generale rosanero questa volta era mirata a cercare riscontri su quanto analizzato nelle scorse settimane dai militari della guardia di finanza. La procura si è chiusa nel massimo riserbo, ma a quanto risulta il secondo passaggio dagli uffici al terzo piano del “Barbera” riguarda soltanto il club rosanero e non le altre società già perquisite il 7 luglio scorso. I nomi dei sette indagati, oltre ai Zamparini, padre e figlio, rimangono top secret: sono tutti professionisti italiani e lussemburghesi, rappresentanti legali delle società perquisite, uomini di fiducia dell’imprenditore friulano messi a capo delle società che compongono parte della galassia del Gruppo Zamparini. Lo stesso figlio del patron, Diego Paolo Zamparini è ad oggi l’amministratore delegato dell’Alyssa, la società lussemburghese proprietaria del marchio dell’Unione Sportiva Città di Palermo. Proprio sulle vicende legate al marchio c’è la massima attenzione da parte degli investigatori. In dieci anni il valore del logo rosanero fra leasing e cessioni ha fruttato quasi novanta milioni di euro che risultano sui bilanci e che dovrebbero anche essere entrati nelle casse della società di viale del Fante. A cominciare dai 30 milioni del leasing di nove anni stipulato nel 2006 con la Locat Spa (diventata poi Unicredit Leasing spa), passando per la prima cessione del marchio nel giugno del 2014 dal Palermo alla società controllata MePal per 17 milioni di euro. Fino all’ultima cessione dell’intera MePal, marchio compreso, per 40 milioni di euro nel giugno 2016. Un’operazione che ha generato, a bilancio, una plusvalenza di 22 milioni di euro. […]”.

“Oggetto di indagine anche la compravendita degli altri calciatori nelle ultime stagioni. Non solo gli italiani, ma anche gli stranieri. E anche le “meteore” che sono costate diversi milioni di euro. Gli inquirenti potrebbero ritenere interessanti le carte relative all’ingaggio di Manuel Arteaga, acquistato a dicembre del 2015, costato 1.009.124 di euro, e mandato in prestito un mese dopo. Ma anche gli ingaggi di Matheus Cassini, costato 2.502.904 euro, Julian Velazquez, che praticamente non ha mai nemmeno messo piede in città e altri costati cifre poco congrue rispetto a quanto sono stati impiegati. Per gli inquirenti non tornerebbero i conti delle ultime gestioni ordinarie del Palermo che ha venduto i migliori giocatori, più volte il marchio e fatto operazioni finanziare poco chiare. La procura vuole capire come mai il Palermo fra diritti televisivi, sostanziose plusvalenze e sponsorizzazioni sia dovuto ricorrere a «ottimizzazioni di bilancio», come Zamparini ha definito la doppia cessione del marchio, per riequilibrare i bilanci”.

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